Umbria, inizio XV secolo
Nel XV secolo, c’è grande fermento culturale. Nasce in questo periodo Leon Battista Alberti, l’Uomo nuovo dell’Umanesimo, cui farà seguito dopo una cinquantina d’anni il grande Leonardo da Vinci. Sempre in questo periodo si sviluppano in Olanda i mulini a vento, usati non per macinare le granaglie, ma per drenare vaste porzioni di territorio allagate dalle maree.

In Umbria, si è ormai consolidata la tradizione tessile con la produzione delle TOVAGLIE PERUGINE, tessute, secondo una fonte non documentata, dalla Confraternita della Mercanzia di Perugia sorta nel 1380. La tessitura e l'ambito d'uso di questi manufatti furono dapprima una prerogativa del ceto nobiliare, poi di quello borghese, successivamente di quello popolare ed infine ampiamente utilizzato nei conventi.

Nel cortile interno della locanda, due personaggi importanti, seduti ad un tavolo apparecchiato, stanno chiacchierando, mentre un servitore si avvicina con un vassoio, coperto da un frammento dello stesso tessuto umbro.

Se non fosse per la foggia dei vestiti, la scena potrebbe ripetersi ancora oggi nel tranquillo paesaggio umbro.

  • La rappresentazione di molte tipologie di animali ricorrenti nelle tovaglie umbre, come draghi, sirene, grifi rampanti o in procinto di camminare, uccelli di diverse specie, tra cui pavoni ed aquile, il leone con una o due code, denotano una chiara origine orientale, in particolare persiana. (Cfr. M.L. Buseghin, La Seta, Bollettino Ufficiale, Stazione sperimentale per la seta, anno 56 N. 1, Milano, 2005, Periodico Quadrimestrale, pp. 87,88).

  • Una tradizione non documentata vuole che le tovaglie perugine siano state tessute dalla Confraternita della Mercanzia di Perugia, sorta nel 1380 circa e dal capoluogo umbro poi si diffondessero in altre zone dell'Umbria e successivamente dell'Italia. (Cfr. M.L. Buseghin, M. Masci, A. Morosini, G. Nagni, Antichi Tessuti Umbri, Tovaglie "da mensa" dalla collezione Morosini, Spoleto, 1998, p.9).

  • Le tovaglie perugine sono state rappresentate nei dipinti e nelle sculture lignee di numerosi artisti del Medioevo e del Rinascimento: il Pinturicchio nel Presepio in Santa Maria del Popolo a Roma, il Perugino nella Natività e nel Cenacolo di Foligno del 1495, il Ghirlandaio nell'Ultima Cena, Leonardo nell'Ultima Cena di Milano, Giotto nelle Nozze di Cana nella Cappella degli Scrovegni a Padova. (Cfr. M.L. Buseghin, M. Masci, A. Morosini, G. Nagni, Antichi Tessuti Umbri, Tovaglie "da mensa" dalla collezione Morosini, Spoleto, 1908, p.12).

  • Nel XV e XVI secolo le tovaglie perugine raggiunsero il massimo splendore; tra quelle appartenenti alla collezione privata del prof. Mariano Rocchi ve ne sono alcune che presentano dei motivi decorativi molto particolari, come le lettere invertite, ad esempio "Eroma" (amore) o le figure raddoppiate, come riflesse nell'acqua. (Cfr. U. Gnoli, L'arte umbra alla Mostra di Perugia, Bergamo, 1908, p. 83).

  • La mitologia classica celebra la filatura e la tessitura con alcuni esempi: le tre Parche, "le dee del destino che intrecciano il filo dei giorni dei mortali", la dea Minerva, esperta tessitrice che viene sfidata e sconfitta da Aracne in una gara di abilità, e non dimentichiamo Penelope che tiene lontani i Proci con l'inganno della tela tessuta di giorno e disfatta di notte. (Cfr. M.L. Buseghin, G. Nagni (a cura di), La Fenice tradizione e innovazione nel tessile Umbro, Perugia, 2001, p.91).

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