Mentre i merletti ad ago prendono il nome dalla tecnica impiegata (reticello, punto in aria), quelli a fuselli, lo derivano dal paese di produzione: Genova, Milano, Fiandre.
Gli utensili necessari per la loro realizzazione sono i fuselli - specie di piccoli fusi sui quali era avvolto il filo - e il tombolo, sorta di cuscino imbottito generalmente di forma cilindrica.
Non si conosce con esattezza l'epoca cui far risalire l'arte di lavorare questi merletti, di cui Italia e Fiandre si contendono l'invenzione, ma da alcuni documenti, si apprende che entrambe le tecniche, sia ago che fuselli, si siano sviluppate quasi di pari passo, sul finire del XV secolo.
Il lavoro a fuselli può essere condotto secondo due modi diversi: a fili continui, che fa uso di un numero fisso di fuselli, pertanto non consente di realizzare pizzi di grandi dimensioni; e a pezzi riportati, che permette di aumentare o diminuire il numero dei fuselli durante il lavoro e di assemblare poi diversi pezzi eseguiti separatamente, collegati in modo invisibile.
Genova e Venezia ne ebbero il primato per lungo tempo.
Nella prima metà del Seicento, le Fiandre divennero le più prospere d'Europa, potendo vantare l'abbondanza della materia prima, il lino, imbiancato e filato in modo impareggiabile.

Per approfondimenti,

Cfr. A. Cantagallo, Ricamatori e Merlettaie, Foligno, 1991;
Cfr. A. Kraatz, Merletti, Milano, 1988.
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