L'Italia e le Fiandre si contesero a lungo l'invenzione dei pizzi a fuselli. Un documento datato 1493 relativo ad un atto di divisione tra le sorelle Angela ed Ippolita Sforza Visconti, rappresenta il documento più antico che cita i lavori a fuselli. Tra i curiosi oggetti annotati, vi sono annoverate delle binde (strisce) eseguite a "a ponto de doi fuxi" e una "tarneta d'oro et seta negra facta da ossi" (cfr. Teresita e Flora Oddone, Lavori Femminili, Milano, 1911, p.15), dove i fuxi e gli ossi si riferiscono senza dubbio ai fuselli, specie di piccoli fusi solitamente di legno tornito dove era avvolto il filo, utilizzati dalle merlettaie nel lavoro a fuselli.

Gli antichi merletti fiamminghi si caratterizzano per una notevole finezza di esecuzione, potendo vantare un'ottima qualità del lino utilizzato, imbiancato e filato in modo ineguagliabile. Per tutta la prima metà del XVIII secolo, il mercato dei merletti a fuselli privilegiò soprattutto i prodotti fiamminghi e i vari centri di produzione si differenziarono, assumendo ciascuno un proprio stile che sarà apprezzato in tutto il mondo. Basti pensare al successo dei merletti di Bruxelles, di Bruges, di Malines, del raffinatissimo Valenciennes, del Binche e del Lille. Nei ritratti fiamminghi dell'epoca, sono numerosi i personaggi raffigurati con questi preziosi merletti.

Per approfondimento,

(Cfr. Teresita e Flora Oddone, Lavori Femminili, Milano, 1911),
(Cfr. A Cantagallo, Ricamatori e Merlettaie, Foligno, 1991).
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