Il Blonda è un merletto a fuselli a fili continui che deve il suo nome al colore naturale della seta di Nanchino, Cina, con cui è realizzato.

Sebbene conosciuto fin dal XVII secolo, soltanto a metà del XVIII secolo fu eseguito su vasta scala. La moda fu lanciata dalla regina di Francia Maria Antonietta. Il filo impiegato per la sua realizzazione era solitamente di color crema, ma fu realizzato anche in seta nera, oppure policroma e con fili metallici. Non si tratta di un merletto molto costoso, a meno che non sia realizzato con fili d'oro e argento. I motivi decorativi sono piuttosto semplici, caratterizzati sovente da quadrifogli e grandi fiori a campitura piena, senza rilievo, circondati da un filo di seta più spesso, su una maglia leggera e trasparente. La blonda di Bayeux era particolarmente apprezzata in virtù della seta argentata impiegata, estremamente raffinata e "scintillante".

Questo merletto fu realizzato un po’ ovunque: in Francia, in Spagna, a Venezia. La Spagna, a partire dal XVIII secolo, ne importava in grandi quantità per realizzare le famose mantiglie, mentre Venezia lo utilizzò per le bautte veneziane. La sua grande diffusione fu dovuta anche alla facilità della sua esecuzione, tanto da poterne avviare la produzione anche presso istituti religiosi e di carità. Sfortunatamente però, a causa dell'uso e della delicatezza del filo di seta, sono rari gli esemplari rimasti ai nostri giorni.

Per approfondimenti,

Cfr. M. Bruggeman, L'Europe de la Dentelle un aperçu historique depuis les origines de la dentelle jusqu'à l'entre-deux-guerres, Bruges, 1997;
Cfr. A. Kraatz, Merletti, Milano, 1988.
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